IIoT, l’Internet of things che serve all’industria

Tutti hanno sentito parlare dell’ IoT, ma c’è un sottoinsieme chiamato IIoT, Internet of things industriale, che ha un impatto molto più significativo sulle aziende. Il termine IIoT riguarda l’applicazione di strumentazioni e sensori collegati a macchinari e veicoli nei settori del trasporto, dell’energia e nel manifatturiero.

I possibili utilizzi di IIoT

L’ IIoT si differenzia dalle altre applicazioni dell’Internet degli oggetti in quanto si concentra sulle macchine e sui dispositivi di collegamento in industrie come quelle del petrolio e del gas, delle utenze elettriche e dell’assistenza sanitaria.

L’IIoT porta i computer dall’IT alla tecnologia operativa, aprendo vaste possibilità per la strumentazione, portando a guadagni importanti di efficienza e produttività per quasi tutte le operazioni industriali.

Dal punto di vista tecnologico, IIoT lavora su principi simili a quelli di qualsiasi altra tecnologia dell’Internet degli oggetti – strumentazione automatizzata e reportistica applicata a cose che prima non disponevano di tali capacità. E centinaia ma anche migliaia di singoli endpoint possono essere presenti in una distribuzione IIoT.

La strumentazione per le linee di produzione può consentire alle aziende di tenere traccia e analizzare i loro processi a un livello enormemente granulare. Il tracciamento delle risorse può dare una panoramica rapida e accessibile di enormi quantità di materiale, e la manutenzione predittiva può far risparmiare alle aziende tempo e soldi affrontando i problemi prima che abbiano la possibilità di diventare seri causando importanti fermi macchina.
15 possibili usi di IIoT

Il consorzio per l’Internet of Things industriale elenca questi 15 possibili usi di IIoT: applicazioni intelligenti di stoccaggio in fabbrica; manutenzione preventiva e remota; monitoraggio del traffico merci, merci e trasporti; logistica connessa; misurazione intelligente e smart grid; applicazioni per città intelligenti; allevamento intelligente e monitoraggio del bestiame; sistemi di sicurezza industriale; ottimizzazione dei consumi energetici; riscaldamento industriale, ventilazione e climatizzazione; monitoraggio attrezzature di produzione; monitoraggio degli asset e logistica intelligente; monitoraggio di ozono, gas e temperatura in ambienti industriali; monitoraggio della sicurezza e della salute (condizioni) dei lavoratori; gestione della performance patrimoniale.

I dispositivi IIoT possono avere una durata di vita di servizio molto più lunga rispetto ai gadget consumer.

La stima parla di una media di 7-10 anni. Al di là della scala grezza e della longevità, il processo di implementazione può essere complicato.

Il tipo di back end necessario per sfruttare al massimo i dati ricavati dalla strumentazione è un impegno considerevole in sé e per sé, e deve essere intrapreso in stretto coordinamento con il resto dell’ impresa.

Richiede una strategia dedicata per raccogliere i dati dagli endpoint, memorizzarli in un formato accessibile – sia in un data center sia nel cloud – alimentando il motore di analisi, e avere un modo per trasformare le intuizioni in informazioni attuabili e tempestive.

Esiste un’ampia gamma di formati e tecnologie differenti che rispondono alle diverse esigenze di comunicazione macchina a macchina tra i dispositivi collegati. La tecnologia dei livelli fisici come Sigfox e Zigbee, i livelli software come Weave e IoTivity, tutto ciò è necessario per un ambiente IIoT pienamente funzionante, e deve essere interoperabile.

La cybersecurity dell’IIot

Proprio come l’IoT classica, l’IIoT ha molte questioni di sicurezza. È il caso di ricordare la botnet Mirai, che sfruttava le telecamere di sicurezza mal fissate e altri gadget per n’enorme arma DDoS.

Oltre al possibile uso di dispositivi IIoT compromessi per creare enormi botnet, c’ è anche il problema che le vulnerabilità possono essere sfruttate per consentire il furto di dati preziosi.

Una cosa che potrebbe aiutare a mantenere sicuro IIoT sarebbe prendere in prestito la pratica sempre più comune di download automatico, da parte dei consumatori di IoT. Alcune aziende non apprezzeranno questo, preferendo avere un controllo assoluto sul software in esecuzione sulle loro macchine, ma potrebbe essere un grande aiuto dal punto di vista della sicurezza.

Poi c’è la mancanza di standardizzazione. In giro c’è una vasta gamma di design e standard diversi per tutto, dai protocolli di trasmissione ai formati di ingestione. In parole povere, se il dispositivo o la macchina che invia informazioni operative sulla temperatura di un altoforno non è prodotto dalla stessa azienda che realizza la rete o il motore di gestione dei dati, ci potrebbe essere qualche problema.

Integrazione con la tecnologia legacy. Molte apparecchiature più vecchie non sono progettate per fornire dati in un formato leggibile per la moderna tecnologia IIoT. Per questo c’è bisogno di qualcosa in mezzo che traduca e faccia da tramite.

Come evidenziato dai punti precedenti, l’adozione completa di IIoT richiede un nuovo hardware, un nuovo software e un nuovo modo di pensare la tecnologia. L’idea è quella di fare soldi, ma molte persone sono comprensibilmente preoccupate per gli investimenti iniziali.

E per trarre il massimo vantaggio da IIoT spesso sono necessarie competenze nel campo dell’apprendimento delle macchine, dell’analisi in tempo reale e della scienza dei dati, per non parlare della conoscenza della tecnologia di rete.

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